Disturbo istrionico di personalità

disturbo istrionico di personalitàCOS’È IL DISTURBO ISTRIONICO DI PERSONALITÀ?

La persona che soffre di un Disturbo Istrionico di Personalità è caratterizzata da un’emotività eccessiva e da ricerca di attenzione. Gli individui istrionici, infatti, richiedono costantemente rassicurazione, approvazione o lode da parte di altre persone. In particolare, le persone affette da Disturbo Istrionico di Personalità sono caratterizzate da:

  • disagio nei contesti in cui non sono al centro dell’attenzione;
  • interazione con gli altri spesso caratterizzata da un comportamento inappropriato (comportamento seduttivo e/o provocante);
  • emotività esageratamente inappropriata, instabile e superficiale;
  • uso dell’aspetto fisico come mezzo per attirare l’attenzione su di sè;
  • eloquio di tipo impressionistico e privo di dettagli;
  • alta suggestionabilità (sono facilmente influenzabili dagli altri e dalle circostanze);
  • tendenza a considerare le relazioni più intime di quanto non siano realmente.

Le persone con Disturbo Istrionico di Personalità vengono considerate egocentriche e con poca o nessuna tolleranza alla frustrazione, conseguente a una non immediata gratificazione. Il loro comportamento risulta eccessivamente reattivo ed è espresso in modo intenso. Per tutti questi fattori, le loro relazioni interpersonali appaiono danneggiate; vengono spesso accusate di essere superficiali, non spontanee, esigenti ed eccessivamente dipendenti. Riassumendo in due parole, le relazioni di chi soffre di Disturbo Istrionico di Personalità sono tempestose e non gratificanti.

Poiché queste persone dipendono dall’attenzione che ricevono dagli altri sono vulnerabili all’ansia da separazione e spesso intraprendono un trattamento psicoterapico dopo una rottura da una relazione. Durante la terapia tendono a presentare i loro sintomi, pensieri o azioni con delle affermazioni omnicomprensive come “mi sembra che queste cose accadono sempre e solo a me”. I loro discorsi sono caratterizzati da venature forti e plateali, con un massiccio uso di parole forbite. Tendono a usare frasi ad effetto, con una intonazione teatrale accompagnata da gesti non verbali eccessivi ed espressioni facciali drammatiche. Nei casi più gravi, hanno un abbigliamento eccentrico che può risultare anche provocatorio e di grande effetto, con colori brillanti.

Il pensiero della persona affetta da Disturbo Istrionico di Personalità è considerato vivido e interessante, ma difetta nell’attenzione al dettaglio e nella concentrazione: questo sembrerebbe derivare non solo dalla mancanza di introspezione ma anche dalla mancata attenzione ai dettagli. Se qualcosa non è rilevata chiaramente  non può essere ricordata in modo specifico, ecco perchè i ricordi degli individui istrionici sono globali e diffusi. Questa carenza nella conoscenza dei dettagli, unita a una scarsa abilità di problem solving, possono portare a serie difficoltà nell’ affrontare in modo costruttivo le situazioni problematiche. Questo non fa altro che rafforzare la convinzione di essere inadeguati a far fronte alla vita da soli e di doversi affidare sempre all’aiuto degli altri.

Per quanto concerne il rischio di suicidio nel Disturbo Istrionico di Personalità, l’esperienza clinica suggerisce che gli individui con questo disturbo sono a maggior rischio di gesti suicidari con il fine di attrarre attenzione su di sè e costringere gli altri a prendersi più cura di loro. E’ bene sottolineare come gli aspetti teatrali che caratterizzano questo disturbo variano a seconda della cultura di appartenenza dell’individuo, del genere e dell’età, per cui bisogna capire se i tratti presi in esame (emotività, seduttività, stile interpersonale teatrale, ricerca della novità, socievolezza, fascino, impressionabilità e tendenza alla somatizzazione) creino un disagio clinicamente significativo.

Trattamento del Disturbo Istrionico di Personalità

Il primo passo da attuare all’ interno di un setting terapeutico per il Disturbo Istrionico di Personalità è creare un clima di collaborazione in cui gli obiettivi siano specifici, concreti e chiari. La prima sfida per il terapeuta sarà infatti quella di far accettare gradualmente al paziente questo approccio così tanto diverso dal suo solito modo di fare.

Il Trattamento psicoterapico prevede sia una modifica del comportamento interpersonale che un cambiamento dello stile di pensiero: da globale e fondato su impressioni a un pensiero sistematico e focalizzato sui problemi. L’obiettivo del lavoro sullo stile interpersonale sarà, invece, quello di cambiare la convinzione che la perdita sia una cosa disastrosa: imparare a essere rifiutati senza per questo sentirsi distrutti. Il trattamento non mirerà a “spegnere ” la vivacità che caratterizza l’istrionico quanto piuttosto a insegnare a usare le emozioni in modo più costruttivo.

Sono quindi sei gli aspetti su cui si svilupperà il trattamento:

  1. aumentare la tolleranza alla frustrazione;
  2. diminuire le manifestazioni di comportamenti eccessivamente drammatici o aggressivi;
  3. ridurre i pensieri catastrofici rispetto a una possibile disapprovazione o perdita di attenzione: l’obiettivo è quello di spostare l’attenzione dal sé alle circostanze mutevoli. Imparare che la critica non viene fatta alla persona in quanto tale ma alle azioni o circostanze del momento;
  4. aumentare le abilità sociali incluso il senso di empatia. Imparare nuovi modi di entrare in relazione con l’altro evitando atteggiamenti troppo seducenti o provocanti;
  5. aumentare le capacità di ascolto dell’altro: imparare ad essere spettatore (uditore) e non solo protagonista;
  6. aumentare il senso di auto-efficacia  e il senso di indipendenza diventando sempre meno sensibili alle attenzioni altrui.

Non è raro che le persone affette da Disturbo Istrionico della Personalità lascino la terapia in corso: all’inizio il terapeuta viene visto come colui che risolverà in breve tutti i problemi. In questa prima fase spesso il paziente adotta dei comportamenti seducenti o manipolatori verso il “terapeuta idealizzato”. Una volta passato questo primo momento, il paziente percepirà un apparente calo della motivazione e dell’entusiasmo da parte del terapeuta e riattiverà, quindi,  lo schema di rifiuto e inadeguatezza. Questo naturalmente andrà a impattare sulla qualità della relazione terapeutica fino ad arrivare alla sua conclusione anticipata. Alla luce di questo sono 5 le caratteristiche essenziali che un terapeuta deve avere quando affronta questo tipo di disturbo:

  1. empatia;
  2. flessibilità;
  3.  accettazione;
  4. creatività;
  5.  pazienza.

Un lavoro importante verrà anche fatto  sui primi ricordi legati all’infanzia: ristrutturarli in modo tale da non viverli solo a livello razionale ma anche a livello emotivo. Per far questo verranno usate delle tecniche in immaginativo.

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  • Grazie alla Dottoressa Mazzoni, nostro figlio ha fatto grandi miglioramenti! Grazie Dottoressa
  • Per tanti anni ho convissuto con l'ansia pensando di non poterci fare nulla. Oggi ho capito che si può imparare a gestirla. Grazie Dottoressa